Supreme Dog Show Magazine

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DONNE ILLUSTRI
Intervista a Ana Mesto
Victor Platia

Da sempre appassionata di natura, i cani sono sempre stati suoi compagni di vita. Inizia ad allevare Dobermann e dal principio dimostra la sua qualità come cinofila. Insieme a suo marito Carlos Salas fondano nel 1988 l’allevamento di Yorkshire La Villa y Corte ottenendo più di 250 titoli a livello mondiale, autrice de “el nuevo libro del Yorkshire” e direttrice di varie riviste cinofile. Insieme alla cara amica Carmen Navarro è una delle uniche due giudici donne all rounder della Spagna. Una vera donna di spicco della cinofilia mondiale. 
Mi piacerebbe sapere dei suoi inizi: come è approdata al mondo cinofilo, la sua famiglia allevava o lei è stata la prima ad appassionarsi alla cinofilia?

Sin da piccola sono sempre stata appassionata di cani anche se la mia famiglia non era d’accordo a tenerne, figuriamoci ad allevarli. Fu durante la mia adoloscenza, dopo aver insistito molto che è entrato il primo cane nella nostra casa, un Afgano di nome “Huilaco’s Párrafo”, un regalo del mio amico e allevatore Norman Huidobro. “Párrafo” da subito catturò l’amore di tutti e da quel momento c’è sempre stato un Afgano come cane da compagnia della mia famiglia.

Sappiamo che ha allevato varie razze prima di scoprire la sua vera passione: gli Yorkshire; ci racconta qualcosa di questo meraviglioso viaggio dal Dobermann alla sua razza attuale. Il mio rapporto con la cinofilia organizzata è iniziato nel 1980, quando ho iniziato ad allevare dobermann mentre studiavo architettura.

Nel 1981, nel 1° Dobermann Club de España Monográfica, il primo Clubsieger, corrispondente alla classe dei Cuccioli maschi, fu un cane allevato e presentato da me, frutto della mia prima cucciolata, essendo il giudice Herr Hans Wiblishauser, presidente dell’International Dobermann Club e il più riconosciuto e prestigioso giudice della razza.

Insieme a mio marito Carlos Salas, abbiamo allevato Pastore tedesco, Mastino spagnolo, Gos d’Atura Catalá, Pachón Navarro, Pointer e, con maggiore dedizione, Schnauzer in miniatura (abbiamo ottenuto diversi campioni, tra cui campionati del mondo) e Yorkshire Terrier, razza alla quale ci dedichiamo da 32 anni con l’allevamento “La Villa y Corte”.

Con lo Yorkshire Terrier abbiamo ottenuto notevoli successi e una moltitudine di campionati (oltre 350) in paesi d’Europa, America e Asia. Tra questi, diversi Campionati del Mondo (con tre generazioni consecutive di WW) e diversi Campionati Europei. Abbiamo vinto cinque volte lo Yorkshire Terrier Club National negli Stati Uniti, con cani diversi.

Abbiamo vinto BOB e RBOG al Japan Kennel Club Centenary Show nel 1999.Nel 2016 e nel 2018 abbiamo avuto l’enorme privilegio di vincere il Best of Breed a Crufts, l’esposizione più grande e importante del mondo, con il nostro Multi BISS & BIS, Multi Ch. “Red Bull de La Villa y Corte”, che ha vinto anche il Best in Show al Breed Show tenutosi nello Yorkshire (Inghilterra) nel 2016, completando il suo Campionato del Regno Unito.


C’è una razza che avrebbe voluto allevare?

Si, il levriero Afgano, in realtà questa è la mia razza del cuore insieme allo Yorkshire. 

Un giorno ha avuto inizio la sua carriera da giudice, al principio l’essere donna le ha reso il cammino più difficile?

Mi sarebbe piaciuto poter rispondere che non è stato così, ma non corrisponderebbe alla realtà. Al principio è stato molto difficile e costoso, con molti ostacoli, ma sono del capricorno e porto sempre a termine gli obiettivi che mi prefiggo e ad oggi sono una delle uniche due donne che sono riuscite a diventare all rounder in Spagna.


Ad oggi ha giudicato in quasi tutto il mondo ed è riconosciuta a livello mondiale. Quali sono state le esposizioni che le hanno lasciato un segno nella memoria, ci racconta qualche aneddoto?

In realtà considero ogni esposizione come un’esperienza positiva ma volendo sceglierne alcune, le esposizioni che ho apprezzato di più sono EURASIA, in Russia, per la loro così come l’eccellente organizzazione e spazi espositivi. Il circuito nelle Filippine mi ha sorpreso moltissimo sempre per l’ospitalità, non solo nei confronti dei giudici ma anche rispetto per i cani e gli espositori, con trasporti gratuiti per tutti coloro che dovevano spostarsi dall’aeroporto all’hotel offrendo diversi tipi di confort, con personale attento e disponibile durante tutto lo svolgimento dell’esposizione, per risolvere qualsiasi imprevisto, domanda o dubbio.

Oltre alla sua razza, quali sono le altre razze che preferisce giudicare?

Sicuramente gli Yorkshire e gli Afgani, ma mi diverto molto giudicando soprattutto il gruppo 9, 10 e il gruppo 3.

Cosa considera più importante nel giudizio di un cane in esposizione, alcuni giudici preferiscono la funzionalità, altri il tipo, lei cosa cerca nel suo soggetto ideale?

Per me l’aspetto fondamentale è il TIPO, vorrei guardare il cane e riconoscere che riunisce tutte le caratteristiche della razza, che possa dire, questo cane appartiene a questa razza. Dopodichè passo alla valutazione puntuale e alle comparazioni. Il TIPO è esattamente l’espressione della funzionalità. Entrambe le cose sono fondamentali e in base a queste si sono stilati gli standard.


Come vede oggi la cinofilia a livello europeo anche confrontandola con ciò che era quando ha iniziato lei.

Oggi vedo la cinofilia rassegnata e questo mi provoca realmente molta tristezza. Abbiamo lasciato che i movimenti animalisti prendessero il sopravvento senza reagire.

L’allevamento di cani di razza viene continuamente attaccato senza reagire con la forza adeguata. I vecchi allevatori lottavano molto di più e combattevano per la propria razza con le unghie e con i denti e per questo l’allevamento del cane di razza ha perdurato per secoli. Questo però solo fino ad oggi: quello che loro hanno difeso con forza, noi stiamo lasciando che gli animalisti ce lo portino via.


Crede che il livello dei cani di razza oggi sia più basso, e se si, quale crede possa essere il motivo?

Dipende dalla razza. Ci sono razze in cui il livello è sceso notevolmente (per esempio nello Yorkshire), ci sono altre razze in cui si mantengono gli standard passati e altre in cui si è raggiunto un livello molto alto. Le ragioni sono diverse, nel caso puntuale dello Yorkshire hanno influito molto gli incroci con gli Shih Tzú per ottenere il Biewer. Questi incroci hanno causato un cambio radicale e la distruzione dello Yorkshire tradizionale.

Generalmente la qualità della razza varia a seconda della sua popolarità: lo schema si ripete sempre allo stesso modo. Una razza diventa popolare, inizia una grande competizione , cresce la qualità, si satura il mercato con allevatori improvvisati che cercano solo il rientro economico e si abbassa la qualità. Le razze che mantengono una popolarità costante nel tempo sono quelle che mantengono la qualità migliore.


Stiamo vivendo ultimamente una diminuzione del numero di cani nelle esposizioni, quale idea si è fatta al rispetto? Quale pensa possa essere la causa?

Credo che fondamentalmente la diminuzione del numero di cani dipenda da tre ragioni principali:

1) Il grande numero di esposizioni. I costi della vita sono aumentati notevolmente negli ultimi tempi: pasti, alberghi, carburante, iscrizioni, etc. e gli espositori non riescono a partecipare a tutte le mostre e sono costretti a fare una selezione.

2) Un altro problema è rappresentato dalla pessima influenza degli animalisti. Ci sono nazioni, per esempio la germania, nelle quali le condizioni richieste per partecipare

ad una esposizione (razze non accettate, eccessivi controlli sanitari, controlli del grooming, etc.) portano gli espositore a rinunciare a partecipare.

3) Come si tratta l’espositore. L’espositore è il RE della mostra, senza espositori non ci sono cani e senza cani non ci sono mostre. L’organizzazione, i giudici, la sedi espositive, non servono a nulla senza gli espositori. Per questo bisogna coccolarli, rendergli tutto semplice, offrirgli giudici professionali, rispettosi e gentili. Sintetizzando bisogna fornirgli valide ragioni perchè decidano di investire il proprio tempo ed il proprio denaro per andare alle mostre. Sfortunatamente molte organizzazioni non la pensano così e credo che, a partire dalla proibizione delle orecchie e della coda tagliati in tutte le nazioni della FCI, le iscrizioni saranno sempre meno.


Oltre ad essere un’appassionata della cinofilia, so che ha avuto esperienza di edizione di varie riviste cinofile, crede che abbiamo ancora possibilità di continuare a stampare su carta o secondo lei prima o poi arriverà il momento in cui tutto sarà online? Glielo domanda una persona che rema controcorrente.

Come editrice posso dirti che annussare e toccare la carta stampata è assolutamente insostituibile, la brillantezza e la nitidezza di una fotografia impressa è ineguagliabile e divorare un testo sulla carta non può essere comparato alla lettura sullo schermo. La prova è che la letteratura continua ad essere stampata, i libri continuano ad esistere e voglio credere che anche le riviste cinofile stampate possano continuare ed essere prodotte per ancora molti anni. Evidentemente non possiamo pretendere l’assiduità di un tempo, anche perchè nel mondo di oggi è fondamentale che i risultati siano disponibili in tempo reale e questo si può ottenere solo attraverso internet. Perciò le riviste di oggi devono avere un taglio più generale, con informazioni senza tempo o di ampio taglio e articoli interessanti, vari e originali. So per esperienza personale che il costo economico è molto alto, ma con una buona gestione credo che sia fattibile.


Ana, vorrei ringraziarla per il tempo che mi ha concesso. È sempre un grande piacere poter parlare con lei e spero che anche per lei sia stato piacevole. Molte grazie da parte 
mia e di tutti i lettori di SUPREME DOG SHOW.

È stato un piacere parlare con lei e sapere che ancora ci sono persone così interessate alla cinofilia e che dedicano tutte le loro forze, anche economiche, a questo. So che non è semplice però sono sicura che con i suoi sforzi e la sua tenacia otterà grande successo.

Auguro a SUPREME DOG SHOW una vita molto lunga.